
Ovviamente i costi variano sensibilmente da città a città, anche in relazione ai servizi offerti. Dai dati elaborati spicca la città di Bolzano dove frequentare la scuola dell'infanzia pesa, mensilmente e in media, per il 14,9% sul reddito familiare (480 euro mensili); a Aosta il 13,2% (424 euro mensili); a Firenze il 13% (419 euro mensili); a Torino il 12,9% (416 euro mensili); a Potenza il 12,7% (409 euro mensili). Più fortunati, si fa per dire, a Catanzaro dove le spese per la scuola d'infanzia incidono mensilmente sul budget familiare, in media, per il 4,3% (138 euro); a Napoli per il 4,7% (150 euro); a Roma per il 6,2% (199 euro); a Cagliari per il 7% (224 euro); a Bari per il 7,1% (227 euro). E la situazione non sembra destinata a migliorare il prossimo anno. Da una prima proiezione, per il 2011-2012 emergono, infatti, nuovi aumenti. Su un campione di 10 capoluoghi sono 4 le città - Torino, Genova, Bologna, Ancona - che hanno aumentato le rette; 5 città - Milano, Bolzano, Trento, Trieste, e Firenze - hanno mantenuto le stesse rette; mentre una città, Perugia, pur avendo diminuito del 7,7% la retta del nido (da 271 euro dello scorso anno ai 250 euro di quest'anno), ha aumentato del 15% la retta della mensa scolastica (da 40 a 50 euro). In particolare, a Torino il sistema della scuola dell'infanzia fa registrare un aumento per il prossimo anno scolastico, in media, del 4,1% (retta asili 324 euro mensili e mensa 109 euro mensili); a Genova del 17,4% (retta asili 246 euro e mensa 70 euro mensili); a Bologna del 15,4% (retta asili 258 euro mensili e mensa 110 euro mensili); ad Ancona del 3,2% (retta asili 297 euro mensili e mensa 94 euro mensili). Infine, una curiosità: navigando nei siti istituzionali dei Comuni di scopre che da quest'anno Genova ha messo a disposizione dei cittadini, la simulazione del calcolo per le rette della scuola dell'infanzia. «C'è bisogno - conclude il segretario confederale Guglielmo Loy - di un forte contenimento delle rette e delle tariffe locali in generale, e ciò si può e si deve fare razionalizzando la spesa pubblica a partire dai costi della politica». (da http://www.leggonline.it/)
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